Come aprire un’associazione culturale

I numeri dell’ISTAT parlano chiaro: anche nel momento peggiore della più recente recessione, l’unico comparto in espansione in Italia era quello del terzo settore, affollato di enti, non profit e associazioni culturali. Ma perché aprire un’associazione culturale?

Viste con gli occhi di un osservatore esterno, queste strutture possono sembrare eternamente in perdita, ma non è necessariamente così.

Accedendo agli aiuti del 2 per mille tramite le dichiarazioni dei redditi degli italiani, oppure partecipando a bandi culturali o di altro tipo presso il proprio Comune, queste strutture possono accedere a fondi costanti che in buona sostanza possono servire a dare lavoro a persone che ne hanno realmente bisogno.

Ecco allora che un’associazione culturale diventa qualcosa di interessante anche per chi non sa… cosa fare "da grande"!

I documenti necessari e i costi

Quella che a voi interesserà sarà la tipologia di associazione non a fini di lucro, altrimenti bisognerà prevedere altri tipi di organizzazione sotto il profilo fiscale. Prima di arrivare a fare qualunque tipo di documento, bisognerà trovare un rappresentante legale e un commercialista o un CAF che possano seguire tutto quello che riguarda la burocrazia della futura associazione.

Redigere un atto costitutivo e uno statuto dell’associazione è il passo successivo: si possono trovare dei modelli ai quali ispirarsi anche online. Non abbiate paura di scrivere cose ovvie – meglio metterle per iscritto prima che litigare dopo (per esempio: cosa fare con i fondi rimasti in cassa dopo un eventuale scioglimento?).

A questo punto potrete chiedere all’Agenzia delle Entrate il codice fiscale esclusivo dell’associazione: ci sono una serie di moduli da compilare, documenti da allegare e dei costi che si aggirano intorno ai 250/300 Euro. Entro 60 giorni da questa richiesta andrà presentato un altro modulo, il famoso EAS, che serve a registrarsi come soggetto fiscale.

Iniziate a studiare

Una volta costituita la vostra associazione, il nostro consiglio è di informarvi sul sito della vostra regione, del comune o addirittura dell’Unione Europea se esistano bandi che si applicano alla vostra sfera di interesse: si può iniziare a lavorare con festival, volontari, scuole: basta tornare a studiare!

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